ARCHITECTURE & INTERIOR

Quando e perché ha senso progettare un open space?

Enrico Evangelisti on 31/10/2025

Progettare un open space sta diventando una scelta sempre più diffusa nelle abitazioni moderne, soprattutto in città come Roma, dove ottimizzare gli spazi è fondamentale. Se stai valutando questa soluzione per la tua casa, è importante capire quando e perché può davvero avere senso realizzare un ambiente unico e fluido.

Rivolgersi a un architetto a Roma o a uno studio di architettura a Roma può fare la differenza: solo con una progettazione attenta e su misura è possibile sfruttare al meglio ogni metro quadrato, valorizzando la luce naturale e garantendo funzionalità ed estetica.

Indice

Cosa si intende con open space?

Il termine open space si riferisce a un ambiente aperto, privo di separazioni strutturali nette tra una funzione e l’altra. È un concetto che arriva dal mondo dell’architettura industriale e degli uffici americani, ma che ha trovato spazio anche nell’interior design residenziale, diventando una vera e propria tendenza abitativa.

In casa, si parla di open space soprattutto nella zona giorno, dove cucina, soggiorno, zona pranzo (e talvolta anche l’ingresso) sono collocati in un unico ambiente, senza pareti divisorie.

Il risultato è uno spazio fluido, dove le funzioni convivono visivamente e fisicamente, creando un ambiente conviviale e moderno. Questa configurazione è perfetta per chi ama gli ambienti informali, dinamici e luminosi, ma richiede una progettazione molto attenta per evitare disordine, rumori e confusione visiva.

Come deve essere un open space?

  • Distribuzione logica delle funzioni;
  • Continuità visiva;
  • Illuminazione ben studiata;
  • Elementi leggeri di separazione;
  • Ordine e funzionalità.

Un open space ben riuscito non è semplicemente uno spazio senza pareti. È un ambiente studiato nei dettagli, dove ogni funzione è definita pur restando in continuità con le altre.

Cucina, pranzo e relax devono essere posizionati in modo che abbiano una loro autonomia funzionale, senza intralciarsi. Ad esempio, la zona pranzo dovrebbe essere vicina alla cucina, mentre l’area relax può essere leggermente più defilata.

Per evitare l’effetto “caotico”, è importante scegliere arredi coordinati, colori omogenei e materiali che si ripetano nelle diverse aree. Questo crea un filo conduttore che dà coerenza all’ambiente.

Ogni zona deve essere valorizzata da un’illuminazione specifica: faretti a soffitto, luci a sospensione sul tavolo, strisce LED sotto i pensili della cucina, e magari una lampada da terra accanto al divano. La luce aiuta a separare visivamente gli spazi.

Anche senza muri, si possono usare soluzioni che definiscono le aree: tappeti, isole cucina, librerie bifacciali, tende leggere o persino variazioni di pavimento. L’open space espone tutto alla vista, quindi è fondamentale avere mobili contenitivi, nicchie, soluzioni salvaspazio e superfici sempre ordinate.

Un open space ben progettato unisce estetica e praticità. Non deve essere solo bello da vedere, ma anche comodo da vivere ogni giorno.

Qual è la dimensione minima di un open space?

Molti si chiedono se sia possibile realizzare un open space anche in appartamenti di piccole dimensioni. La risposta è sì, ma con alcune accortezze.

In generale, si consiglia una superficie minima di 25-30 mq per avere un open space realmente funzionale. In questo spazio si riescono a inserire una cucina a vista, un tavolo da pranzo e una zona relax, mantenendo un buon equilibrio tra le aree.

Tuttavia, anche in ambienti più piccoli è possibile ottenere un effetto open space, ad esempio unendo cucina e soggiorno in un unico volume. Infine la disposizione degli impianti (scarichi, attacchi elettrici e del gas) va studiata attentamente. Se stai progettando una ristrutturazione, valuta insieme a un professionista se è possibile redistribuire le funzioni in modo efficace senza stravolgere la struttura esistente.

Come progettare un open space?

  • Analizza lo spazio esistente;
  • Studia il movimento;
  • Definisci le zone funzionali;
  • Cura i dettagli estetici;
  • Gestisci la luce.

Progettare un open space richiede una visione d’insieme: non basta abbattere i muri, bisogna ripensare completamente la disposizione e il modo in cui si vivrà lo spazio.

Verifica la metratura, la forma dell’ambiente, la posizione di finestre e porte, e valuta se la rimozione di pareti è strutturalmente possibile.

Crea percorsi comodi tra cucina, tavolo e divano, evitando sovrapposizioni. L’obiettivo è che lo spazio sia fluido ma anche pratico, soprattutto nei momenti di maggiore utilizzo (come la preparazione dei pasti o quando si hanno ospiti).

Anche senza pareti, ogni funzione deve avere il suo “posto”: un’isola cucina può segnare il passaggio tra zona cottura e pranzo, mentre un tappeto può delimitare la zona relax.

Scegli una palette di colori coerente per tutte le aree. Alterna materiali per creare movimento visivo (legno, gres, cemento, tessuti), ma senza esagerare. L’armonia visiva è fondamentale per non appesantire l’ambiente.

L’open space può essere rumoroso, soprattutto se è molto grande o con superfici dure. Per migliorare il comfort acustico, usa tessuti, pannelli fonoassorbenti, tende e tappeti. Anche l’illuminazione va progettata con cura, distinguendo le luci d’ambiente da quelle funzionali.

Chiaramente, se avete delle curiosità o dubbi o anche solo se desiderate ulteriori consigli, non esitate a chiamarci o a contattarci su whatsapp. Inoltre, vi consigliamo anche di seguirci anche sui social: siamo su Instagram, su Facebook e anche su TikTok. Vi aspettiamo e, come sempre, non vediamo l’ora di migliorare la vostra casa!

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