SCIA: la pratica edilizia che fa partire (o bloccare) il tuo cantiere
La SCIA, ossia Segnalazione Certificata di Inizio Attività, è fra le pratiche edilizie più richieste in Italia. Accompagna infatti la maggior parte degli interventi di ristrutturazione. Non richiede un’autorizzazione preventiva da parte del Comune, impone però al professionista incaricato di attestare sotto la propria responsabilità che tutti i lavori effettuati rispettano le normative vigenti. Conoscere esattamente quando e come presentare una SCIA può fare davvero la differenza tra un cantiere che parte nei tempi previsti ed uno che resta bloccato a causa di irregolarità procedurali.
Indice
- Cos’è la SCIA edilizia e come funziona?
- Quando serve la SCIA per ristrutturare?
- Quanto costa presentare una SCIA a Roma?
- Che differenza c’è tra SCIA e CILA?
Cos’è la SCIA edilizia e come funziona^
La SCIA è uno strumento giuridico che è stato introdotto dal Decreto Legislativo n. 222 del 2016, con lo scopo di semplificare il regime dei titoli abilitativi edilizi in Italia. Sostituisce dunque il vecchio permesso preventivo con una comunicazione che il professionista presenta al Comune prima dell’inizio dei lavori. In questo modo dichiara che l’intervento è conforme alle norme urbanistiche, edilizie e di sicurezza applicabili.
Il meccanismo perciò è quello dell’autocertificazione tecnica qualificata. Non viene richiesto il via libera al Comune, ma si comunica l’avvio dei lavori con la garanzia firmata dal tecnico abilitato. L’amministrazione potrà poi effettuare controlli a campione oppure mirati e, in caso di irregolarità, ordinare la sospensione. Per questo motivo, presentare una SCIA Roma in modo corretto e soprattutto completo è fondamentale. La presenza di errori oppure omissioni nella documentazione espongono a conseguenze serie.
Quando serve la SCIA per ristrutturare?
La domanda più frequente quando si pianificano dei lavori è: quando serve la SCIA per ristrutturare? La risposta viene data dal Testo Unico dell’Edilizia (D.P.R. 380/2001) e dai suoi aggiornamenti successivi, che indicano quali interventi rientrano nel regime della SCIA.
La SCIA ristrutturazione Roma è necessaria dunque per:
- interventi di ristrutturazione edilizia che non alterano l’edificio né aumentano la volumetria, ma modificano la distribuzione interna degli spazi in modo sostanziale;
- spostamento o eliminazione di pareti portanti;
- apertura o chiusura di vani porta e finestre sulla facciata esterna;
- realizzazione o modifica di scale interne;
- cambio di destinazione d’uso;
- installazione o rifacimento di impianti tecnologici che richiedono opere murarie;
- interventi su immobili vincolati.
In presenza di vincoli paesaggistici, storico-artistici o ambientali, è importante specificare che la SCIA può non essere sufficiente da sola. In questi specifici casi occorre prima ottenere degli specifici nulla osta dalle autorità competenti (Soprintendenza, Regione, Comune), e presentare successivamente la pratica SCIA al Comune di Roma.
Quanto costa presentare una SCIA a Roma?
Quanto costa presentare una SCIA a Roma? La risposta riguarda due livelli distinti: i costi fissi per il Comune e i costi professionali per la redazione e il deposito della pratica edilizia.
Per quanto riguarda i costi SCIA edilizia Roma legati all’amministrazione comunale, sono previsti dei diritti di segreteria e contributi commisurati al valore dell’opera oppure alla superficie interessata dall’intervento. L’importo cambia in funzione della tipologia e dell’entità dei lavori. Può oscillare da poche decine di euro per degli interventi minori sino a cifre più significative per le ristrutturazioni di maggiore portata.
A questi costi si aggiungono quelli del professionista incaricato. La sua parcella include la redazione degli elaborati tecnici richiesti, la compilazione della documentazione, il deposito tramite il portale del Comune e l’assunzione di responsabilità professionale sulla conformità. Il compenso dunque è legato alla complessità dell’intervento, alla superficie dell’immobile e all’eventuale necessità di acquisire autorizzazioni supplementari.
Considerando entrambe le voci dunque il costo complessivo per presentare una SCIA al Comune di Roma per una ristrutturazione residenziale si attesta generalmente ad una cifra che il professionista incaricato è in grado di stimare già in fase di preventivo.
Che differenza c’è tra SCIA e CILA?
Che differenza c’è tra SCIA e CILA? Comprendere la distinzione è essenziale per non commettere l’errore di presentare il titolo sbagliato.
La CILA, ossia Comunicazione di Inizio Lavori Asseverata, è un titolo abilitativo di livello inferiore, che è riservato agli interventi di manutenzione straordinaria che non riguardano affatto le parti strutturali dell’edificio. Dunque è lo strumento giusto se si vuole rifare un bagno senza dover toccare le strutture, sostituire infissi, ma anche realizzare controsoffitti, intervenire sugli impianti senza delle opere murarie rilevanti, o ridistribuire gli spazi interni con pareti non portanti. Anche la CILA richiede l’asseverazione di un tecnico abilitato, la documentazione richiesta però è meno estesa rispetto alla SCIA.
La SCIA è necessaria invece quando l’intervento è più grande e coinvolge strutture portanti, modificando la distribuzione degli spazi in modo sostanziale.
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