Cosa succede dopo il primo sopralluogo dell’architetto?
Il primo sopralluogo dell’architetto è spesso vissuto come il momento in cui tutto comincia. Non solo cii si incontra, ma si parla di idee, si misurano gli spazi e si capisce se c’è feeling fra professionista e cliente. I lavori non iniziano il giorno dopo, ma serve tempo prima della creazione del progetto. Capire cosa accade nelle settimane successive al sopralluogo è fondamentale per affrontare la ristrutturazione con le aspettative giuste, senza ansie inutili o brutte sorprese.
Cosa fa l’architetto subito dopo il sopralluogo: il rilievo e la restituzione grafica
Il primo lavoro concreto dopo la visita è la restituzione grafica del rilievo. Le misure prese in casa vengono trasformate in una pianta precisa dello stato dell’immobile.
Lavorare senza un rilievo accurato significa progettare nell’incertezza, rischiando costi extra e tempi dilatati. Se durante il sopralluogo il rilievo non è stato completato l’architetto tornerà una seconda volta con strumenti più precisi.
In parallelo l’architetto raccoglierà tutta la documentazione tecnica disponibile sull’immobile. Ossia planimetria catastale, titoli abilitativi precedenti, eventuali relazioni strutturali e libretti degli impianti. Questi documenti servono a verificare se l’appartamento è in regola con la sua storia edilizia.
Quanto costa ristrutturare casa? Il preventivo dopo il sopralluogo
Se l’intervento è semplice e ben definito un’ipotesi di budget orientativa può arrivare in tempi relativamente brevi. Se invece si tratta di una ristrutturazione complessa, il preventivo richiede una fase di studio che non può essere saltata senza rischiare di informazioni fuorvianti.
Un buon preventivo è prima di tutto un documento che descrive le lavorazioni previste, i materiali ipotizzati e le voci di spesa suddivise per categoria. Costruirlo richiede tempo e il tempo del professionista ha un valore: è per questo che molti studi richiedono un compenso anche per la fase di preventivazione.
Come si sviluppa il progetto preliminare di ristrutturazione
Una volta condiviso e accettato il budget di riferimento, l’architetto entrerà nella fase più creativa: il progetto preliminare. Si tratta di una ipotesi di distribuzione degli spazi, con indicazione delle demolizioni previste, delle nuove tramezzature, della posizione degli arredi principali e delle scelte impiantistiche di massima. In questa fase l’architetto traduce le parole del cliente in soluzioni progettuali concrete.
Il preliminare serve a capire se la visione del progettista coincide con quella del cliente, ma anche ad esplorare alternative che magari non erano state considerate, correggendo il tiro.
Non esiste un numero giusto. Quello che conta è che quando il progetto preliminare viene approvato, entrambe le parti abbiano una visione chiara e condivisa di dove si sta andando. Una progettazione affrettata in questa fase si paga cara in tutte le fasi successive.
Quando si inizia con i permessi edilizi e le pratiche burocratiche
Solo dopo aver approvato il progetto preliminare inizierà la fase delle pratiche burocratiche. In base all’entità dei lavori, l’architetto dovrà depositare una CILA, una SCIA o richiedere un Permesso di Costruire. La scelta dipende dalla tipologia di intervento. Le opere che non toccano la struttura infatti rientrano nella CILA, mentre lavori su parti strutturali o modifiche di prospetto richiedono la SCIA o il permesso.
I tempi variano in base alla situazione. Una CILA si deposita in pochi giorni lavorativi, mentre una SCIA richiede una documentazione più articolata e alcune settimane. In qualsiasi caso nessun cantiere può partire prima che la pratica sia in regola. Chi vi dice che si può iniziare in attesa delle autorizzazioni vi sta esponendo a rischi seri: sanzioni amministrative, difficoltà nella futura vendita dell’immobile, problemi con i finanziamenti bancari.
Il progetto esecutivo: quando ogni dettaglio viene definito
Prima che le imprese possano entrare in cantiere, l’architetto realizza il progetto esecutivo. Si tratta dell’insieme degli elaborati tecnici che descrivono ogni lavorazione, materiale e quota nel dettaglio.
Questa fase non può essere accorciata senza andare incontro a delle conseguenze. Un progetto esecutivo approssimativo potrebbe infatti causare problemi durante i lavori, con discussioni e varianti. Investire nella qualità del progetto prima di iniziare è sempre la scelta più conveniente.
Come vengono scelte le imprese e quando inizia il cantiere
Una volta firmato il contratto con l’impresa e ottenute tutte le autorizzazioni, si apre il cantiere. Da quel momento l’architetto diventa il direttore dei lavori: visita il cantiere con regolarità, verifica che le lavorazioni rispettino il progetto, risolve i problemi tecnici che inevitabilmente emergono e mantiene il filo diretto tra voi e l’impresa. È la figura che traduce le aspettative del cliente nel linguaggio del cantiere e che garantisce che quello che è stato immaginato sulla carta prenda forma nello spazio in modo fedele.
Dell’Arch. Enrico Evangelisti
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