Non tutti i lavori sono liberi: quando serve la CILA
Chi sceglie di avviare lavori di ristrutturazione a Roma ci si trova quasi sempre a fare i conti con un acronimo che potrebbe causare confusione: la CILA, ossia la Comunicazione di Inizio Lavori Asseverata. Si tratta di uno dei titoli abilitativi più usati in edilizia, pensato per interventi di manutenzione straordinaria che non comportano delle modifiche strutturali importanti. Capire quando è obbligatoria, quanto costa e come si differenzia da altre pratiche come la SCIA è fondamentale per evitare delle sanzioni, dei blocchi del cantiere o dei ritardi nella consegna dei lavori.
Indice
- Quando serve la CILA per ristrutturare?
- Quanto costa una CILA a Roma?
- Che differenza c’è tra CILA e SCIA?
- Quali lavori si fanno senza CILA?
Quando serve la CILA per ristrutturare?
La CILA ristrutturazione Roma è richiesta per gli interventi di manutenzione straordinaria che modificano delle parti dell’immobile senza alterarne la struttura portante, ma anche la volumetria complessiva oppure la destinazione d’uso. In questa categoria rientrano il rifacimento di impianti idraulici ed elettrici con tracce a muro, la sostituzione degli pavimenti con il rifacimento del massetto, ma anche la realizzazione di nuove tramezzature interne, l’apertura oppure la chiusura di porte interne, e tutti quei lavori che vanno a modificare la distribuzione degli spazi senza però toccare muri portanti oppure facciate.
A Roma prima di presentare la pratica è consigliabile verificare la presenza di vincoli sull’immobile, che potrebbero richiedere delle autorizzazioni aggiuntive da parte della Soprintendenza. Non solo: gli interventi sugli edifici in condominio devono solitamente tenere conto del regolamento condominiale e delle possibili delibere assembleari, in particolare quando i lavori riguardano le parti comuni o le facciate visibili dall’esterno.
Quanto costa una CILA a Roma?
Il costo di una CILA edilizia Roma varia in base a diversi fattori, tra cui la complessità dell’intervento, l’onorario del tecnico incaricato e gli eventuali oneri comunali. In linea generale, la parcella del professionista abilitato, necessaria per la redazione degli elaborati tecnici e per l’asseverazione della conformità urbanistica, rappresenta la voce di spesa principale e può variare sensibilmente a seconda dello studio e della tipologia di lavoro da eseguire.
A questo si aggiungono, in alcuni casi, i diritti di segreteria richiesti dal Comune per la protocollazione della pratica, generalmente contenuti rispetto ad altri titoli abilitativi come la SCIA. È bene ricordare che, a differenza di permessi più complessi, la CILA non prevede il pagamento del contributo di costruzione quando i lavori non comportano aumento di superficie o volumetria, rendendola una soluzione più economica per interventi di manutenzione straordinaria “leggera”. Richiedere sempre un preventivo dettagliato al proprio tecnico di fiducia resta il modo migliore per avere un quadro chiaro dei costi complessivi prima di avviare il cantiere.
Che differenza c’è tra CILA e SCIA?
La differenza principale tra i due titoli abilitativi riguarda la portata dell’intervento edilizio che si deve realizzare. La CILA si utilizza per i lavori che non incidono sulla struttura portante dell’edificio, mentre la SCIA, Segnalazione Certificata di Inizio Attività, è necessaria quando l’intervento riguarda delle modifiche più incisive, ad esempio l’eliminazione oppure lo spostamento di muri portanti, la realizzazione di nuove aperture oppure interventi che alterano la sagoma dell’edificio.
Un’altra differenza importante riguarda i tempi di avvio dei lavori. Con la CILA i lavori possono iniziare subito dopo la presentazione della pratica, senza bisogno di aspettare un termine specifico, mentre la SCIA richiede un periodo di attesa di trenta giorni prima di poter iniziare il cantiere.
Quali lavori si fanno senza CILA?
Non tutti gli interventi edilizi richiedono una pratica CILA Roma. Rientrano nell’attività edilizia libera i lavori di manutenzione ordinaria come la tinteggiatura di pareti interne ed esterne senza delle modifiche ai materiali, la sostituzione di pavimenti senza il rifacimento del massetto, la riparazione oppure la sostituzione di infissi.
Anche l’installazione di arredi da giardino, di piccole strutture amovibili senza fondazioni e alcune opere di finitura rientrano nell’edilizia libera, sempre nel rispetto delle norme igienico-sanitarie e dei regolamenti condominiali. È importante però mettere in evidenza che il confine tra edilizia libera e interventi soggetti a CILA non è sempre netto. Dipende spesso da valutazioni tecniche specifiche che sono legate all’immobile. Per questo motivo sarebbe consigliabile un confronto con un tecnico abilitato prima di iniziare qualsiasi lavoro.
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