Agibilità a Roma: quando il certificato è davvero obbligatorio
Quando si acquista, vende o si ristruttura un immobile spesso si sente parlare di certificato di agibilità. Nonostante sia un documento fondamentale spesso non è chiaro cosa attesti, quando sia obbligatorio ottenerlo e cosa succede quando manca. A Roma il patrimonio edilizio comprende edifici di epoche molto diverse la questione dell’agibilità è particolarmente frequente e merita un approfondimento specifico.
Indice
- Cos’è il certificato di agibilità?
- Quando è obbligatorio il certificato di agibilità a Roma?
- Chi rilascia il certificato di agibilità e quanto costa?
- Si può vendere casa senza agibilità?
Cos’è il certificato di agibilità?
Il certificato di agibilità è il documento che attesta che un immobile rispetta le condizioni di sicurezza, igiene, salubrità e risparmio energetico previste dalla normativa vigente. Dunque certifica che quell’appartamento è abitabile o agibile nel senso tecnico e giuridico del termine.
Il quadro normativo a cui si fa riferimento è il Testo Unico dell’Edilizia (D.P.R. 380/2001), che nel corso degli anni ha subito aggiornamenti importanti. Dal 2016, con il D.Lgs. 222/2016, la procedura è stata semplificata, non si parla più di rilascio di un certificato da parte del Comune, ma di segnalazione di agibilità, che il tecnico abilitato presenta allo sportello unico per l’edilizia assumendosi direttamente la responsabilità dell’attestazione. A Roma questa procedura è conosciuta come SCAGI (Segnalazione Certificata di Agibilità) e viene depositata telematicamente tramite il portale del Comune.
Dunque la segnalazione agibilità SCAGI Roma è corredata da una serie di documenti tecnici. Il certificato di collaudo statico, la documentazione relativa agli impianti, l’attestato di prestazione energetica, il certificato di conformità degli impianti e la dichiarazione del direttore dei lavori che attesta la conformità dell’opera al progetto approvato.
Quando è obbligatorio il certificato di agibilità a Roma?
Quando è obbligatorio a Roma richiedere o presentare la segnalazione di agibilità? La normativa indica con precisione i casi in cui l’adempimento è necessario e ignorarli espone a conseguenze amministrative rilevanti.
L’agibilità appartamento Roma è obbligatoria nei casi:
- Nuove costruzioni: ogni edificio di nuova realizzazione deve ottenere l’agibilità.
- Ricostruzioni o sopraelevazioni: anche parziali, quando riguardano porzioni dell’edificio che modificano la struttura oppure il volume complessivo.
- Interventi di ristrutturazione edilizia: quelli che incidono sulle condizioni di sicurezza, igiene, salubrità oppure risparmio energetico dell’unità immobiliare.
- Cambio di destinazione d’uso: quando un immobile passa da una categoria all’altra, è importante verificare e attestare che le condizioni d’uso nuove siano compatibili con requisiti di agibilità previsti.
Chi rilascia il certificato di agibilità e quanto costa?
Chi lo rilascia e quanto costa? Con la riforma del 2016 non è più il Comune a rilasciare un certificato, ma è il tecnico abilitato a presentare la segnalazione sotto la propria responsabilità professionale. Il Comune prende atto della segnalazione e può realizzare dei controlli successivi, ma non emette più il provvedimento autorizzativo esplicito.
Per quanto riguarda i costi agibilità immobile Roma la spesa si articola su due livelli. Da un lato troviamo i diritti di segreteria da versare al Comune, il cui importo dipende da tipologia e dimensione dell’immobile. Dall’altro troviamo i costi professionali per raccolta e verifica di tutta la documentazione tecnica necessaria.
La parcella del tecnico incaricato varia in base alla complessità della situazione. Per immobili con situazioni da regolarizzare il lavoro preliminare di raccolta e integrazione della documentazione può essere importante e lungo, incidendo in modo rilevante sul costo complessivo.
Una voce spesso sottovalutata è quella degli adempimenti collaterali. Considerare questi costi accessori sin dalla fase di pianificazione evita sorprese nelle fasi finali della ristrutturazione o della compravendita.
Si può vendere casa senza agibilità?
Si può vendere casa senza agibilità? È una delle domande più frequenti fra chi si trova a gestire immobili datati oppure con situazioni documentali incomplete.
La legge italiana non vieta la vendita di un immobile privo di agibilità, ma impone che questa circostanza venga dichiarata esplicitamente nell’atto notarile. In assenza di una dichiarazione esplicita, la mancanza di agibilità può essere considerata un vizio del bene venduto, con delle possibili conseguenze legali a carico del venditore.
L’agibilità Roma è quasi sempre richiesta dagli istituti di credito come condizione per concedere un mutuo Senza questo documento infatti l’acquirente che ha bisogno di finanziamento bancario non riesce a ottenere l’ipoteca sull’immobile, dunque la compravendita si blocca. Questo significa che un immobile privo di agibilità ha un mercato molto più ristretto e che il suo valore di mercato ne risente.
Per chi possiede un immobile senza agibilità e vuole venderlo, la soluzione più efficace può essere quella di regolarizzare la situazione prima di mettere l’immobile in vendita, affidandosi ad un tecnico abilitato che verifichi cosa manca.
Chiaramente, se avete delle curiosità o dubbi o anche solo se desiderate ulteriori consigli, non esitate a chiamarci o a contattarci su whatsapp. Inoltre, vi consigliamo anche di seguirci anche sui social: siamo su Instagram, su Facebook e anche su TikTok. Vi aspettiamo e, come sempre, non vediamo l’ora di migliorare la vostra casa!

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