Il bagno per lui, il bagno per lei: questa idea è la svolta per le coppie di oggi

La condivisione degli spazi è una bella cosa, ma quando si tratta del bagno, può diventare fonte di piccoli attriti quotidiani. I bagni separati in questo caso possono essere un’ottima soluzione. Ritmi diversi, abitudini opposte, esigenze che si sovrappongono… Basta pensare alle mattine frenetiche in cui uno si trucca mentre l’altro si rade, o alle serate in cui uno vorrebbe rilassarsi nella vasca mentre l’altro ha bisogno di usare il wc.
Separare i bagni – o anche solo duplicare alcune funzioni, come lavabi o wc – risolve questi problemi alla radice. E permette a ognuno di vivere il proprio spazio personale, secondo tempi, gusti e necessità.
Indice
- Come ricavare due bagni da uno?
- Come ricavare un secondo bagno?
- Quali sono le dimensioni minime per un bagno con solo il WC?
- Quanto spazio ci deve essere fra il WC e il bidet?
Come ricavare due bagni da uno?
- Pareti divisorie leggere;
- Riduzione dei volumi;
- Arredi su misura;
- Sfruttare corridoi o nicchie.
Ricavare due bagni da uno è un intervento che può migliorare in modo significativo la fruibilità e il valore di un’abitazione, soprattutto in presenza di esigenze specifiche. Ma, come ogni trasformazione architettonica, richiede una visione progettuale attenta, una buona conoscenza tecnica e un dialogo aperto tra architetto e committente.
L’architettura, dopotutto, non è solo forma o funzione, ma la capacità di adattare lo spazio ai bisogni della vita quotidiana. E in questo senso, anche un gesto apparentemente semplice – come dividere un bagno – può diventare un piccolo, intelligente progetto di qualità.

L’obiettivo non è solo dividere, ma progettare due spazi funzionali, ben proporzionati e vivibili. Alcune strategie comuni includono pareti divisorie leggere. Il cartongesso è spesso la soluzione ideale per creare una nuova separazione interna senza appesantire la struttura.
Un’altra strategia utile è la riduzione dei volumi: eliminare la vasca in favore di docce compatte permette di guadagnare spazio prezioso.
Per ricavare due bagni da uno, punta anche su arredi su misura. Mobili lavabo sospesi, sanitari compatti e piatti doccia ridotti aiutano a gestire spazi stretti.
Sarebbe preferibile anche sfruttare corridoi o nicchie. In certi casi è possibile integrare parte del nuovo bagno in spazi adiacenti, come disimpegni o ripostigli poco utilizzati.
Come ricavare un secondo bagno?
Molti pensano che servano grandi metrature per avere due bagni, ma non è sempre così. Un bagno completo può occupare anche solo 3 o 4 metri quadrati se progettato bene, e un bagno di servizio – magari solo con wc e lavabo – richiede ancora meno. A volte basta guardare la casa con occhi diversi: una nicchia inutilizzata, un ripostiglio poco sfruttato, una parte del corridoio o persino una camera da letto un po’ troppo generosa possono diventare la chiave per ottenere lo spazio necessario.
Il vero nodo da sciogliere spesso è la posizione degli impianti. Se il nuovo bagno è vicino a una colonna di scarico, tutto diventa più semplice. Ma anche in situazioni più complesse esistono soluzioni, come i sanitari con trituratore, che permettono di installare wc e lavabo lontano dai punti di scarico principali. Certo, queste soluzioni richiedono una valutazione attenta, perché non sono adatte a tutti i contesti, ma offrono una flessibilità impensabile fino a qualche anno fa.

Ogni intervento deve ovviamente rispettare le norme edilizie e igienico-sanitarie. Le regole variano leggermente da Comune a Comune, ma i requisiti minimi sono abbastanza simili ovunque: altezza del locale, ventilazione (naturale o forzata), rivestimenti lavabili. Nulla di proibitivo, purché ci si affidi a un tecnico abilitato – come un architetto o un geometra – per predisporre la pratica edilizia necessaria. In genere, si tratta di una CILA, una procedura semplice ma obbligatoria.
Oggi esistono soluzioni estremamente compatte ma eleganti: sanitari sospesi, piatti doccia ultrasottili, mobili lavabo su misura, porte scorrevoli a scomparsa… Ogni elemento può essere pensato per ottimizzare lo spazio senza rinunciare al comfort e all’estetica. La chiave è un progetto su misura, che tenga conto delle proporzioni, della luce (naturale o artificiale) e dell’uso quotidiano.
Quali sono le dimensioni minime per un bagno solo con WC?
Per un bagno ridotto al minimo – quindi solo wc e lavabo – servono circa 1,2 o 1,5 metri quadrati. È uno spazio che spesso si riesce a ritagliare da un corridoio, un ripostiglio o anche in un angolo vicino all’ingresso, se ben studiato.
Esistono, ovviamente, delle misure minime da rispettare. Servono, idealmente, almeno 80 o 90 cm di larghezza, mentre in profondità si cerca di avere almeno 120 o 150 cm, per poter usare il bagno in modo comodo. È lo spazio necessario per potersi muovere, sedersi sul wc, lavarsi le mani e uscire.
Un altro aspetto importante è l’altezza del locale: minimo 2,40 metri, come richiesto dalla normativa edilizia italiana per i bagni. E anche se un bagno così piccolo non ha necessariamente la finestra, deve comunque avere un buon sistema di ventilazione meccanica forzata, cioè un aspiratore che garantisca il ricambio d’aria.
Dunque inserire un piccolo bagno in casa solo per un uso rapido – magari per gli ospiti o come servizio accanto alla zona giorno – è possibile, anche in poco spazio. Con un po’ di attenzione alla distribuzione, ai materiali e alla scelta dei sanitari giusti (magari compatti o sospesi), anche un bagno molto piccolo può risultare pratico e gradevole.
https://www.instagram.com/p/DJ7MmLaN7Re/Quanto spazio ci deve essere tra il wc e il bidet?
Quando si parla di progettazione del bagno, la disposizione dei sanitari non è solo una questione tecnica. È una scelta che incide direttamente sul comfort quotidiano, sull’estetica dell’ambiente e sulla sua funzionalità nel tempo. Tra le varie considerazioni da fare, una delle più sottovalutate è spesso la distanza tra WC e bidet.
Secondo la prassi progettuale, la distanza minima consigliata tra WC e bidet è di circa 20 cm, misurati tra i bordi esterni. Questa misura non è casuale: garantisce lo spazio sufficiente per il passaggio, il movimento delle gambe, e il semplice gesto di passare da uno all’altro. Non a caso, molti regolamenti edilizi locali adottano proprio questa soglia come riferimento minimo.
Ma la progettazione architettonica non si ferma alla norma. Progettare significa interpretare lo spazio in funzione delle persone che lo vivranno. È per questo che, ogni volta che lo spazio lo permette, è preferibile aumentare leggermente quella distanza, portandola a 25 o anche 30 cm. Così si ottiene una fruizione più naturale e rilassata, senza compromettere la compattezza del layout.
Chiaramente, se avete delle curiosità o dubbi o anche solo se desiderate ulteriori consigli, non esitate a chiamarci o a contattarci su whatsapp. Inoltre, vi consigliamo anche di seguirci anche sui social: siamo su Instagram, su Facebook e anche su TikTok. Vi aspettiamo e, come sempre, non vediamo l’ora di migliorare la vostra casa!

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